Il caso Publicis è il vero Cannes Debate. Martin Sorrell, “Il festival deve cambiare ma diciamo no al boicottaggio”. Cannes Lions avvia un comitato per ridefinire il futuro

Arthur Sadoun

L’annuncio di Publicis Groupe di congelare per un anno il budget di marketing per l’iscrizione delle campagne ai premi e la partecipazione dei dipendenti agli eventi di settore in tutto il mondo, per risparmiare e finanziare un progetto di intelligenza artificiale, è stato decisamente l’argomento più chiacchierato sulla Croisette.

Il chairman e ceo del gruppo Arthur Sadoun ha cercato di ridimensionare il caso, dicendo che lo stop non durerà per sempre e spiegando che il senso dell’operazione è proiettare il network nel futuro, e non farsi sorpassare dai vari Google, Facebook e Snapchat (che con la sua ruota panoramica piazzata davanti al red carpet è diventata il simbolo della potenza delle piattaforme tecnologiche). Tuttavia il settore – non solo gli organizzatori di premi da ogni dove, colpiti direttamente nel portafoglio – ha reagito vivacemente.

Martin Sorrell

Se non cambieranno, avranno dei problemi. Sir Martin Sorrell, ceo di WPP, si è espresso pubblicamente ricordando che il gruppo già quest’anno ha ridotto il numero dei propri delegati sulla Croisette e delle entries (quest’anno le iscrizioni sono calate in generale del 4,5%).

«Già lo scorso anno abbiamo detto che è necessario un cambiamento. La quantità di nuovi Leoni è funzionale a definire la creatività in modo più moderno, come anche anche l’apertura a Innovation ed Entertainment. Ma oggi Cannes Lions è diventato troppo: troppo frenetico e troppo costoso. Non c’è più nemmeno il tempo di vedere i lavori, che dovrebbero essere il cuore dell’evento. Ma secondo noi il boicottaggio non è il giusto approccio e non funziona, distrugge valore e basta. Il festival piace alle persone che lavorano in WPP e piace anche ai clienti. Secondo noi però si dovrebbe svolgere in un altro periodo dell’anno e non a Cannes, ma in una città globale come New York, Londra, Parigi o Berlino. Apprezziamo infatti che l’organizzazione di Cannes Lions abbia aperto un comitato per ridefinire il futuro dell’evento. Se non cambieranno, avranno dei problemi».

Premi utili per i clienti e la motivazione dei giovani creativi. Riguardo alla questione Havas, a un passo dalla finalizzazione della fusione in Vivendi che la porterà dentro un mega gruppo basato in Francia, ha dichiarato di non condividere la posizione di Publicis Groupe.

Anche Michael Roth, ceo di Interpublic, ha detto di aver sì ridotto un po’ la partecipazione del network a Cannes ma anche che considera il premio/i premi come un elemento a cui non rinunciare, sia perché si tratta di un biglietto da visita importante per i clienti che per dare giusto riconoscimento al lavoro delle persone. Fattore quest’ultimo non secondario perché la mancanza della possibilità di mettere in mostra se stessi e il proprio lavoro potrebbe demotivare i giovani creativi e spingerli magari verso altre agenzie.

Q&A su Twitter. Nella serata di 26 giugno Arthur Sadoun si è reso disponibile a rispondere alle domande dei dipendenti con una sessione di live twitting, a tratti esilarante ma che in sostanza trasuda tutta la preoccupazione delle persone coinvolte nel cambiamento. La si può seguire sul suo account e attraverso l’hashtag . Informazioni più dettagliate su come verrà condotto il progetto, e soprattutto di che ne sarà dei team che si occupavano degli eventi e pare verranno coinvolte nel programma di formazione, arriveranno in agosto.

ASCENTIAL CORRE AI RIPARI CON UN COMITATO

Dopo l’annuncio di Publicis Groupe Ascential, la società che organizza Cannes Lions, ha annunciato la creazione di un advisory committee che la aiuterà a ridefinire il futuro del Festival e a rispondere in modo adeguato alle richieste del settore.

Il comitato sarà formato delle principali aziende che investono in pubblicità, partner, network di agenzie e il sindaco di Cannes: i primi membri confermati sono Marc Pritchard, Chief Brand Officer di Procter & Gamble, Keith Weed, Chief Marketing and Communications Officer di Unilever, Fernando Machado, Head of Brand Marketing di Burger King, Fiona Carter, Chief Brand Officer di AT&T e Jan Derck van Karnebeek, Chief Commercial Officer di Heineken. La lista completa dei membri sarà annunciata a breve, come anche il primo meeting che si terrà poco dopo la chiusura di questa edizione del festival.

Il caso Publicis è il vero Cannes Debate. Martin Sorrell, “Il festival deve cambiare ma diciamo no al boicottaggio”. Cannes Lions avvia un comitato per ridefinire il futuro ultima modifica: 2017-06-26T12:05:44+02:00 da editorbrand01

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