Web tax rimandata a luglio in Italia, ma in Uk il Financial Times evidenzia i limiti dell’attuale sistema fiscale per i colossi digital

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Un articolo del prestigioso quotidiano finanziario mette in mostra i numeri della ‘digital tax bonanza’

Dopo essere entrata nel mirino dei legislatori francesi e italiani (il governo Letta ha alla fine rimandato a luglio l’introduzione di una web tax legata al solo acquisto di spazi pubblicitari, una proposta normativa comunque bocciata nella forma dagli addetti ai lavori del mercato della comunicazione italiana), la linea di elusione delle tasse in Europa da parte dei colossi del web americani e’ finita al centro delle critiche anche in Uk.

Un articolo del Financial Times evidenzia come i sette colossi del web (tra cui Facebook, Apple, eBay e Microsoft) abbiano pagato nel 2012 solo 54 milioni di sterline di imposte societarie a fronte di un valore di 15 miliardi di vendite complessive. Dei 54 milioni versati, 24 provengono dalla sola Google che li ha offeri come gesto di buona volonta’ verso il fisco e le polemiche. Anche la quota versata da Amazon sarebbe stata maggiore di quanto dovuto.

La Ue fino ad ora non e’ intervenuta in materia e’ ha bocciato la web tax italiana, ma nei prossimi mesi la pressione di alcuni governi potrebbe far cambiare la linea legislativa: in tempi di spending review, il ‘buco’ normativo che permette alle aziende di delocalizzare le attivita’ economiche in territori piu’ vantaggiosi potrebbe essere rivisto. Ma senza amputare le opportunita’ di ogni singolo Paese e sistema produttivo nel sfruttare le potenzialita’ della rete.

 

Web tax rimandata a luglio in Italia, ma in Uk il Financial Times evidenzia i limiti dell’attuale sistema fiscale per i colossi digital ultima modifica: 2014-01-07T12:22:39+01:00 da Redazione

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