Onlineprinters nov-dic 2020
 

Lo schermo diffuso combina il meglio di TV e digitale, ma ancora solo per 2 advertiser su 10

Matteo Cardani, CMO Publitalia 80: il confinamento ha mostrato la centralità della TV, con una crescita dell’ascolto per quella lineare (+11%) e su tutti i digital device, nel 2021 combineremo il meglio dei due mondi e applicheremo le lezioni apprese nel 2020

Matteo Cardani

Cosa abbiamo imparato nel 2020, cosa scaricare a terra nel 2021 di queste lessons learned e cosa succederà nel 2022: Matteo Cardani, CMO Publitalia 80 e Presidente FCP Asso TV, nel suo intervento all’appuntamento di Comunicare Domani – intervento condiviso con l’associazione e l’industry TV – ha parlato molto della digitalizzazione della TV, della sua dimostrata centralità nell’ecosistema dei media e di come gli italiani siano stati capaci di utilizzare una sorta di schermo diffuso, fruendo di contenuti su tutti i dispositivi digitali. Uno scenario che, al netto della nuova capacità digitale dei cittadini, propone una nuova complessità “da condividere tra industry TV e agenzie”.

Nel 2020 abbiamo imparato che la TV è un “companion media” multi-schermo, che il palinsesto ha ancora un valore, che la brand continuity e il volume di voce della marca non sono stati trascurati dagli investitori pubblicitari e che TV non è più solo acronimo di televisione ma anche di Total Video.

Oggi non si può ancora sommare l’ascolto di Total Video di Auditel Digital Device con quello di TV lineare, ma sarà l’obiettivo dei prossimi mesi, ha anticipato Cardani. Un obiettivo che potrebbe portare un’espansione della Advanced TV, con tanti nuovi formati che vanno ben oltre lo spot, ma senza i minus del digitale, opportunità che però l’80% degli advertiser che pianificano la TV lineare ancora non utilizza. Sarà necessario cambiare il modo di fare planning TV ha aggiunto, preconizzando un GRP’s 4.0 e una complessità da condividere tra industry televisiva e agenzie.

La sfida dello switch off nel 2022 si prepara adesso, ha aggiunto il presidente di FCP Asso TV: oggi in Italia solo 1 famiglia su 3 ha la TV connessa, contro percentuali che arrivano al doppio in certi paesi europei, ma il passaggio al DVBT2 per fare spazio al 5 G rischia di lasciare prive di TV il 25% delle famiglie che sommeranno il digital divide al TV divide. Il che per Cardani evidenzia quanto TV e banda larga siano ormai da considerare beni di cittadinanza e come l’industry sia in ritardo e debba recuperare terreno sullo switch off, in parallelo a un intervento pubblico di comunicazione e sostegno economico per il rinnovamento del parco televisori che potrebbe portare a 2/3 della popolazione raggiungibili dalla addressable TV, con beneficio di tante imprese che ancora non ritengono accessibile la TV come mezzo pubblicitario.

Lo schermo diffuso combina il meglio di TV e digitale, ma ancora solo per 2 advertiser su 10 ultima modifica: 2020-10-21T11:33:25+02:00 da editorbrand01

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