After Cannes 2019 masthead
 

Se mi annoi, ti cancello: la logica del follow e dell’unfollow secondo la Generazione Z

Decimo e ultimo highlight della ricerca Z Factor di Havas Media sui comportamenti mediali della Generazione Z

Per i ragazzi della Generazione Z gli influencer rappresentano dei modelli comportamentali, aspirazionali e di identificazione.

Hanno anche impatto sulle decisioni d’acquisto dei follower, tuttavia non bisogna dare per scontata la scelta di seguire quelli più celebri e l’apprezzamento di ogni loro contenuto, specie quelli pubblicitari. Tra i nativi digitali, quasi uno su cinque dichiara di conoscere gli ultimi post pubblicati sui profili di noti influencer pur senza esserne follower.

Il perché è presto detto: i ragazzi vogliono evitare di sovraffollare il proprio newsfeed con aggiornamenti che tolgono tempo e spazio ai contenuti postati dagli amici, alla luce della logica dell’algoritmo che premia i contenuti più rilevanti e dà meno rilevanza a quelli con i quali si interagisce meno spesso. Accade così che seguendo nomi noti come Chiara Ferragni e Fedez ci si ritrovi la home invasa dalle loro Stories. Conta anche il meccanismo di gratificazione: i ragazzi non accettano l’asimmetria tra l’influencer vip e i suoi follower. Vorrebbero che a ogni loro interazione ne corrispondesse una simile, eventualità improbabile nel caso di quelli particolarmente noti.

Basta anche un post fuori luogo e scatta l’unfollow. Vale anche per i post pubblicitari, visto che il 98% non apprezza le ‘markettate’ degli influencer e una presenza troppo esplicita o invasiva dei brand sui loro profili.

La ricerca di Havas Media mostra che gli under 18 si lasciano condizionare più facilmente dagli influencer rispetto ai più grandi (18% contro 7%). I Millennial, in grado di percepire un messaggio pubblicitario anche all’interno di questo contesto, hanno invece un atteggiamento più disincantato e critico: seguono gli influencer per vedere quali prodotti usano, utilizzandoli come benchmark per essere aggiornati sugli ultimi status symbol e i nuovi trend.

In ogni caso, però, l’affetto e la fiducia guadagnati dagli influencer nel tempo sono sempre condizionati dalla qualità dei contenuti da loro proposti.

***

Tutti gli highlight precedentemente pubblicati sono disponibili sul sito di Brand News.

La generazione del prossimo futuro sotto la lente di ingrandimento di Havas Media e ZooCom

I brand preferiti dalla Generazione Z: pochi, ma con un’identità definita e uno storytelling che fa la differenza

1° highlight – La televisione per la Generazione Z: rimane accesa, ma da passiva diventa (inter)attiva

2° highlight – Il posto dell’audio nella dieta mediale della Generazione Z: video didn’t kill the radio

3° highlight – Per la Generazione Z Instagram è una cosa seria. Manuale di psicologia del like

4° highlight – La Generazione Z utilizza i social in modo passivo, simile a quella che era la tradizionale modalità di fruizione della TV

5°highlight – La Generazione Z è super selettiva con i profili da seguire, che però sono determinanti nel processo d’acquisto

6°highlight – Un solo canale, mille possibilità: YouTube. La Generazione Z lo usa per divertirsi, informarsi, imparare, ispirarsi

7° highlight – Toglietemi tutto, ma non il mio smartphone! La Generazione Z passa il 33% della giornata davanti a uno schermo

8° highlight – La Generazione Z fa un uso ‘snack’ dell’informazione: rapido e poco approfondito

9°highlight – Le generazioni cambiano, ma non i loro bisogni: ecco come li soddisfano i più giovani

Se mi annoi, ti cancello: la logica del follow e dell’unfollow secondo la Generazione Z ultima modifica: 2019-04-16T09:10:49+00:00 da editorbrand01

Related posts

Comment