Google dimostra la suddivisione ideale del budget di marketing per aumentare le vendite online

Uno studio commissionato da Google ad Analytic Partners mostra dove avvengono le vendite generate dal marketing digitale e da quello tradizionale e sulla base di questa analisi offre indicazioni di base per stabilire il marketing mix ideale per ottenere tale obiettivo

La ratio 60/40 – spesso utilizzata per spiegare la suddivisione ideale tra la comunicazione di brand building e quella di performance/direct response – funziona anche per determinare la quota di budget ideale da stanziare per marketing digitale e tradizionale per i retailer omnicanale che vogliono beneficiare al meglio della crescita del commercio digitale.

A dirlo è Google sulla base di una ricerca commissionata ad Analytic Partners basata sull’analisi dei modelli di marketing mix modeling di oltre 150 retailer in Europa, Medio Oriente, Africa e Stati Uniti con investimenti di marketing pluri-miliardari.

Lo studio evidenzia l’impatto omnicanale che possono avere i diversi canali di marketing e considera ragionevole, per ottenere un boost delle vendite online, destinare il 60% del budget al marketing digitale e il 40% a quello tradizionale.

Si tratta di un punto d’incontro, dato che la ricerca suggerisce che i retailer dovrebbero spendere tra il 50% e il 70% dei loro budget destinati al marketing su canali digitali e tra il 30% e il 50% su quelli tradizionali.

Ovviamente la formula va presa con le pinze, perché il successo dipende dalla combinazione di una serie di fattori come creatività, target, situazione di ogni singolo retailer e così via, ma lo studio è comunque interessante per vedere l’impatto dei vari canali di marketing sulle vendite.

Anche se la maggior parte delle vendite avviene nei negozi, tipo quattro quinti del mercato nel 2022, l’e-commerce è il canale dove si registra davvero la crescita, in Europa occidentale, ad esempio, è del +43%.

Il problema per i retailer omnicanale è capire dove avvengono le vendite generate dal marketing digitale e da quello tradizionale. Secondo lo studio le vendite originate da canali come paid search e video online sono suddivise in modo abbastanza uniforme tra l’e-commerce e i negozi fisici, mentre quelle generate dai canali di marketing tradizionale avvengono principalmente in negozio.

Il giusto mix. Il marketing digitale contribuisce dunque al 22% di tutte le entrate generate dall’e-commerce per i retailer omnicanale, rispetto all’8% attribuito direttamente al marketing tradizionale. Le vendite in negozio dipendono invece equamente dai canali di marketing digitale e tradizionale. Andando a osservare l’effetto dei video online, è emerso che sono 1,8 volte più efficaci nel generare vendite di e-commerce rispetto alla TV tradizionale. E in genere tutti i canali di marketing digitale, inclusi social, pubblicità display digitale e ricerca a pagamento, risultano più efficaci di tutti quelli di marketing tradizionale.

I costi sono un altro aspetto da considerare. Ad esempio, dice lo studio di Google, sia i video online che la TV generano entrate di e-commerce in modo molto efficace, ma il primo canale è quello più efficiente in assoluto. I video online hanno un ritorno sull’investimento dell’8% più elevato rispetto alla TV. In particolare, per le vendite online, i video online sono il 36% più efficaci, con altri canali di marketing tradizionale come la pubblicità out of home, la stampa e la radio lontani dal raggiungere questi risultati.

Google dimostra la suddivisione ideale del budget di marketing per aumentare le vendite online ultima modifica: 2022-06-06T11:30:59+02:00 da Redazione

Tags:

Related posts