onlineprinters maggio 2020
 

Iab Forum / L’autoironia nei contenuti ripaga sempre. Parola di Rovazzi

Fabio Rovazzi è uno che di video virali ne sa, dall’alto delle centinaia di milioni di views dei suoi successi. E in base alla sua esperienza ammette di non capire perché le aziende vogliano a tutti i costi un video virale.

La web star dal palco dello IAB Forum ha spiegato che intanto “non c’è una regola per ottenere video virali. In più, soprattutto se sei un’azienda importante e hai un profilo istituzionale, un virale non puoi permettertelo. Un’azienda deve mantenere un’immagine e un tono di voce. Invece per creare un video virale devi sperimentare, e a volte cadere nel grottesco. Non è necessariamente questa la strada da percorrere per tutte le aziende”.

La viralità però si può favorire, nonostante ci sia una saturazione pazzesca di idee. «Fare qualcosa di nuovo è sempre più difficile, però bisogna sempre provarci. Oppure bisogna coinvolgere personaggi che favoriscono la diffusione del contenuti. Ad esempio  nel video di Volare è stato coinvolto Gianni Morandi e ha funzionato perché Morandi ha avuto molta ironia. L’autoironia ripaga sempre, un concetto che in Italia tende a non essere capito mentre all’estero si vedono molti esempi, dal Saturday Night Live a Carpool Karaoke». Un esempio in pubblicità è il meteorite di Buondì Motta, “geniale nella sua semplicità, ma è difficile fare una cosa simile. Bisogna rischiare tanto”.

LA MARCHETTA C’E’ MA SERVE AUTOIRONIA ANCHE IN QUELLA

Come prevedibile le richieste di integrare prodotti nei video di Rovazzi sono tante, però anche le marchette vanno fatte con criterio. «O la occulti bene, oppure la manifesti in modo intelligente. Come hanno fatto i The Jackal con Carrefour: prendi in giro la marchetta, ma intanto la fai. Ho molte richieste, anche molto stringenti riguardo a secondaggio e close-up, ma ci vuole più flessibilità da parte dei brand. Bisogna lavorare per far entrare il prodotto in sintonia con il creator”. Tra i brand comparsi nei suoi video c’è Girella Motta, Lavazza e HP (quest’ultima per la verità occultata così bene che nessuno se ne è accorto).

Infine secondo Rovazzi un errore madornale del web è pretendere di parlare la stessa lingua sugli altri mezzi. Per questo i tentativi di fare film tratti da contenuti digitali sono stati flop. “Per quel che mi riguarda sto facendo la gavetta per imparare il linguaggio del cinema, insieme al regista di Checco Zalone».

Iab Forum / L’autoironia nei contenuti ripaga sempre. Parola di Rovazzi ultima modifica: 2017-11-30T10:54:14+00:00 da editorbrand01

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