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La Francia accelera in autonomia sulla web tax, attiva dal 1° gennaio

Interesserà servizi, ricavi pubblicitari digitali e la rivendita di dati personali. Previsto un incasso di 500 milioni per il primo anno

La web tax a la française è imminente. Se in un primo momento, appena un paio di settimane fa, il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire aveva prospettato un primo trimestre 2019 all’insegna delle negoziazioni con la Commissione Europea sui cosiddetti GAFA (Google, Apple, Facebook e Amazon), per arrivare a una normativa comunitaria condivisa, ieri è giunta la scelta di fare da soli.

La web tax unilaterale si farà e sarà attiva dal 1° gennaio. Raggiungere un accordo che abbia infatti il benestare di tutti gli e 28 gli stati membri è stato giudicato troppo complesso.

Accanto alla Germania che sostiene il progetto e sta anch’essa pianificando una misura analoga, con la tassazione al 3% della pubblicità online a partire dal 2021, abbiamo infatti un’Irlanda che rema contro: là hanno il quartier generale europeo pressoché tutti i colossi digitali in questione, attratti da accordi fiscali con gli USA particolarmente favorevoli che di fatto permettono di eludere il fisco negli altri paesi.

La web tax che la Francia vorrebbe dunque introdurre sin dall’inizio dell’anno includerà i servizi digitali, i ricavi pubblicitari delle piattaforme e la rivendita di dati personali, con la prospettiva  di incassare solo nel primo anno 500 milioni di euro. Tuttavia, anche se il Senato approverà la norma, proseguirà l’attività di sensibilizzazione verso la Commissione UE per la creazione di una normativa comunitaria. 

Intanto, dopo lo stop dello scorso anno, in Italia si è ricominciato a ragionare di web tax estendendola non solo ai servizi B2C ma anche a quelli B2C come Netflix, Amazon Prime Video e Spotify. Un’altra ipotesi, ventilata dalla Lega e contestata dal M5S, innalzerebbe dal 3% al 6% la tassazione.

Iab Italia ha commentato venerdì scorso in serata chiedendo un intervento urgente e mirato a livello nazionale, anticipando in pratica quando ufficializzato ieri Oltralpe. “L’UE ha perso una grande opportunità e una soluzione comunitaria richiede certamente tempi lunghi. L’Italia ha l’occasione di essere la prima ad adottare una normativa che ridurrebbe da subito il gap sulla tassazione per le aziende italiane che operano nel settore.” ha dichiarato Carlo Noseda, presidente di Iab Italia.

La Francia accelera in autonomia sulla web tax, attiva dal 1° gennaio ultima modifica: 2018-12-18T12:01:51+00:00 da editorbrand01

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