La pandemia accelera gli investimenti sul foodtech che cresce in un anno del 42%

Per il futuro del comparto foodtech sono strategici l’integrazione tra grandi aziende e startup e il networking

Nonostante le difficoltà del 2020, gli investimenti in foodtech a livello globale sono arrivati a 17 miliardi di euro. Lo rileva il rapporto ‘The State of Global Foodtech’ stilato da Talent Garden e Forward Fooding in collaborazione con Accenture, Unilever e Var Group che stima anche una crescita del 42% yoy.

Tra i settori, dice il report, l’agri tech è quello più ricco di realtà attive, mentre il food delivery è riuscito ad attirare il più alto volume di investimenti. Per il futuro del comparto sono strategici la maggiore integrazione tra grandi aziende e startup e il networking, ambiti in cui opera Talent Garden che al foodtech ha dedicato due campus verticali a Barcellona e a Milano.

Europa in recupero. Secondo il report, l’ecosistema foodtech conta a livello globale 5.300 realtà e dal 2010 ha registrato investimenti per oltre 65 miliardi di euro, traghettando il settore da trend emergente a tema ‘caldo’ nel mondo dell’innovazione. A livello geografico, sono in testa gli Usa, sia per numero di startup che per livello di investimenti, ma Europa e Asia stanno recuperando terreno. I dati del report, estratti dal data base proprietario di Forward Fooding, rilevano che il 50% della produzione di cibo è a rischio a causa del cambiamento climatico, il che sta facendo accelerare la crescita nella ricerca di soluzioni innovative in grado di migliorare efficienza e sostenibilità.

I settori trainanti, oltre il food delivery che ha attirato in questi 10 anni oltre il 48% degli investimenti, sono il più maturo agri tech che è anche il più popolato di aziende (oltre 1.500) e il next-gen Food & Drink, categoria che include tutti gli ingredienti alternativi come la carne a base vegetale, i prodotti a base di insetti, quelli a base di funghi, cibi e bevande funzionali e sostituti dei pasti che nel 2020 hanno raccolto 6,2 miliardi di euro.

La collaborazione tra aziende e startup si è evoluta molto negli ultimi anni: da rapporti puramente finanziari si è passati ad una situazione in cui sempre più aziende vedono le startup come partner strategici, come accade all’interno dei campus Talent Garden.

Le ragioni più importanti per la collaborazione tra per corporate e startup non risiedono nel guadagno finanziario, ma nell’apprendimento di qualcosa di nuovo, nel miglioramento dell’efficienza, nella risoluzione dei problemi aziendali principali (Unilever Foundry) riconoscendo alle startup la capacità di sviluppare rapidamente nuove innovazioni e modelli di business. Per Aline Santos, Executive VP for Global Marketing di Unilever, la collaborazione tra aziende e startup non può più essere vista come “un’extra opzionale, ma è un imperativo strategico”.

Il report descrive in dettaglio tutte le forme di collaborazione, barriere allo sviluppo comprese, enumera i principali acceleratori nel settore food e presenta alcune storie di successo come quella di Danone e Water.io, che ha portato allo sviluppo del tappo ‘smart’ per le bottiglie di acqua minerale in grado di tracciare il livello di idratazione del consumatore, o quella tra Merit e Nestlé per lo sviluppo e la commercializzazione di proteine a base vegetale che Mars si appresta a utilizzare.

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La pandemia accelera gli investimenti sul foodtech che cresce in un anno del 42% ultima modifica: 2021-01-20T11:06:28+01:00 da Redazione

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