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I diritti tv della Serie A a Mediapro. Sky contro la decisione. Amazon e Netflix alla finestra

La società spagnola (partecipata da Wpp con il 22,5%) ha offerto 1.000 euro in più rispetto a quanto chiesto da Infront (1.050 milioni) e venderà ora pacchetti e partite a broadcaster e ott

I diritti tv della Serie A 2018-21 assegnati a Mediapro. Sky contro la decisione

La Lega Serie A ha assegnato alla spagnola Mediapro i diritti tv della Serie A per il trienno 2018-21. A comunicarlo è stata la stessa associazione attraverso una nota: “L’Assemblea della Lega Serie A, riunitasi alle ore 11.30 per l’apertura della busta presentata alle ore 9.36 di oggi (ieri ndr) per il Pacchetto Global dall’intermediario indipendente Mediapro, ha verificato che l’offerta depositata, pari a 1.050.001.000 euro, è superiore al prezzo minimo richiesto dall’Invito ad Offrire e conseguentemente procederà alla comunicazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come previsto dall’invito stesso ai fini dell’assegnazione dei diritti in oggetto”.

MediaPro si è presentata in Lega con una delegazione guidata dal presidente Jaume Roures e da uno dei soci storici, Tatxo Benet (entrambi hanno il 12% di quote), che hanno depositato due proposte economiche: una che riguardava la realizzazione del canale tematico della Lega e una, aderente al bando, che è stata accolta, per l’acquisto delle partite dell’intero campionato del triennio 2018/21, che gli spagnoli produrranno e potranno rivendere agli operatori di ogni piattaforma. Mediapro, che starebbe puntando ora ad acquisire anche i diritti della Serie B, rivenderà le partite e pacchetti di partite ai broadcaster che ne faranno richiesta, come ad esempio Sky e Mediaset, ma anche ai gruppi telefonici, società di media sportivi come l’inglese Perform Group o gli Ott a stelle e strisce come Netflix e Amazon desiderosi di espandersi in Italia. La loro offerta per ora si basa su serie tv e film, la Serie A potrebbe essere il volano giusto per il salto di qualità.

La strategia di Mediapro è comunque chiara: per rientrare dell’ingente investimento venderanno a più soggetti possibili i diritti e frammenteranno ancora di più il calendario delle partite per la gioia degli allenatori. In Spagna, ad esempio, dove i diritti sono gestiti da Mediapro non si giocano mai 2 partite contemporaneamente. Ogni turno inizia il venerdì’ sera e prosegue il sabato (con 4 match), la domenica (4 partire) fino al lunedì. Un pallone che non starà mai fermo se si pensa che martedì, mercoledì e giovedì sono le giornate dedicate alle aprite per le coppe internazionali e nazionali. Se questa filosofia di ‘calcio ovunque’ porterà dei benefici di costo allo spettatore non si sa, ma è probabile di si’.

Chi è rimasta completamente spiazzata dall’assegnazione dei diritti è Sky. La pay tv che fa del calcio il suo punto di forza non ci sta e ha chiesto alla Lega di considerare l’offerta di MediaPro inammissibile. Secondo la sat tv “Mediapro – pur avendo presentato un’offerta per lo specifico bando rivolto esclusivamente agli «intermediari indipendenti» – non opererebbe come un intermediario indipendente ma come un vero e proprio operatore della comunicazione”. Inoltre, l’assegnazione di tutti i diritti a un unico operatore violerebbe il decreto Melandri. MediaPro in realtà non sembrerebbe muoversi in quella direzione. E, da quanto si sa, agirebbe da puro intermediatore, anche se non ha nascosto le sue capacità produttive, nel caso di caos legale la Lega volesse realizzare un proprio canale. La palla ora passa all’Antitrust che ha 45 giorni per esprimersi.

Mediaset di fatto si è mostrata disponibile a trattare da subito con gli spagnoli, senza allontanarsi dall’offerta di 200 milioni di euro presentata in Lega. Sky, non potendo rischiare di perdere la Serie A, si troverebbe in una posizione di svantaggio nella trattativa, rischiando di scucire più dei 630 milioni promessi inizialmente.

Con l’offerta di MediaPro, la Serie A supera la soglia dei 1,4 miliardi di euro, superando la Bundesliga e diventando così il terzo campionato per ricavi da diritti tv. La Premier League inglese è in testa con oltre 3 miliardi di ricavi a stagione, seguita dalla Liga spagnola con circa 1,6 miliardi. Alla cifra messa sul piatto da MediaPro per il campionato italiano vanno anche sommati i 371 milioni del bando per i diritti tv esteri venduti lo scorso autunno, mentre resta ancora da assegnare Coppa Italia e Supercoppa italiana (che nell’ultimo triennio hanno fruttato circa 50 milioni di euro fra diritti tv domestici ed esteri), oltre ai diritti accessori non ancora messi a bando.

CHI E’ MEDIAPRO

Mediapro, azienda spagnola specializzata nella creazione di contenuti audiovisivi, nel 2016 ha realizzato un fatturato di 1,53 miliardi di euro e un utile netto di 141 milioni di euro. Ha un azionariato variegato: tra i soci figura Wpp che detiene una quota del 22,5%, ma a rilevare la maggioranza potrebbe arrivare la cinese Orient Hontai. Attualmente produce 11 canali, tra cui LaLiga Tv, LaLiga 1-2-3 Tv, il canale del Real Madrid e beIN LaLiga.

I diritti tv della Serie A a Mediapro. Sky contro la decisione. Amazon e Netflix alla finestra ultima modifica: 2018-02-05T15:50:40+00:00 da editorbrand01

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