Jacqueline Bourke. VR e 360°, i nuovi linguaggi che stanno trasformando il modo in cui approcciamo il visual storytelling

di Jacqueline Bourke, Senior Manager Global Creative Insights di Getty Images

MILAN, ITALY - OCTOBER 08: Senior Manager Global Creative at Getty Images Jacqueline Bourke speaks onstage during the IF! Italians Festival 2016 at Franco Parenti Theater on October 8, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Vincenzo Lombardo/Getty Images for Italians Festival) *** Local Caption *** Jacqueline Bourke
Jacqueline Bourke, Senior Manager Global Creative di Getty Images

La tecnologia per la realtà virtuale è ancora agli esordi, così come i modelli di business che stanno ipotizzando come utilizzarla, ma possiamo aspettarci che la realtà virtuale diventerà non soltanto uno dei principali strumenti, ma anche uno stimolo al cambiamento del visual storytelling. Le stime TrendForce dicono che solo quest’anno saranno vendute oltre 14 milioni di console VR, e siamo solo all’inizio di un cambiamento molto importante in tema di VR. Per quanto riguarda le nuove opportunità per i brand, assisteremo alla nascita di un tipo di advertising molto più interattivo e immersivo.

C’è una grossa differenza tra vedere un visual e fare un’esperienza visiva grazie alla VR e agli ambienti creati con immagini a 360°.

Stiamo entrando in un mondo multi-prospettico, con la completa libertà di scegliere quale percorso seguire all’interno di una storia. Il pubblico si aspetterà sempre più questo tipo di coinvolgimento, di libertà, di interattività, passando da una fruizione passiva della comunicazione visiva a un tipo di fruizione che consente di fare un’esperienza attiva.
Viviamo in un mondo in cui l’immagine è il linguaggio più parlato del nostro tempo. Le immagini non sono mai state così importanti per il brand storytelling: suscitano emozioni e, quando utilizzate in un contesto di marketing, le emozioni si legano saldamente con il brand. Utilizzare personaggi universali e archetipi nel proprio storytelling è un modo efficace di creare una connessione immediata con il proprio pubblico. Dal Ribelle all’Innocente, dall’Eroe al Caregiver, gli archetipi vengono utilizzati per raccontare storie nella cultura popolare, in pubblicità, nelle favole, nei miti e sui media. Questi personaggi fanno leva su temi universali e su esperienze che trascendono le nostre differenze, offrendo un modo di interpretare la realtà e di connettersi con le persone e i prodotti a un livello più profondo. Le innovazioni che riguardano la narrativa non lineare saranno in grado di sorprendere, ispirare e coinvolgere grazie all’impiego di questi nuovi media visivi. La possibilità di creare storie avvincenti per il brand storytelling grazie a VR e 360° sta evolvendo in una direzione che le collocherà tra la performance dal vivo tipica del teatro e lo storytelling cinematografico.

Le piattaforme mobile sono assolutamente fondamentali per l’aumento dell’engagement grazie agli ambienti creati con la VR.

La realtà virtuale non è una novità – il primo dispositivo del genere, precursore di quelli che utilizziamo oggi, è stato disegnato nel 1961 da due ingegneri della Philco Corporation – ma solo l’accessibilità e la disponibilità del mobile ha permesso che VR e 360 arrivassero tra le mani del grande pubblico. L’Ericsson Mobile Report prevede che entro il 2020 il 70% della popolazione mondiale utilizzerà gli smartphone e che il 90% degli utenti avrà accesso a una rete mobile a banda larga. Se si combina questa diffusione con la possibile presenza di ambienti VR nei social media e con il lancio il mese prossimo del primo sistema operativo Android VR è evidente che l’engagement via VR e immagini a 360° non potrà che continuare a crescere.

Vivendo in una società sovreccitata, istintivamente accogliamo di buon grado tutto ciò che ci riporta alla calma e al silenzio.

Abbiamo visto nascere un trend visivo che abbiamo chiamato ‘Silence vs. Noise’, una sorta di tregua visiva che contrasta con l’aumento del rumore di fondo nelle nostre vite. Immagini che rimandano all’immobilità e alla calma, che ci portano a concentrarci e ci aiutano a pensare. Lo spettatore si focalizza su un singolo messaggio o concetto, dal momento che tutte le interferenze e le informazioni non necessarie sono state rimosse. Il focus di questo trend è la creazione di uno spazio che consenta allo spettatore di respirare e di riconnettersi con sé stesso in un mercato sovraffollato, coinvolgendo le sue emozioni e il suo spirito con un haiku visivo sottile, epico, controllato potente. Le immagini raccontano una storia utilizzando la quiete e l’essenzialità, ma ottengono il massimo impatto. L’approccio ‘Less is More’ alla composizione dell’immagine e all’uso del colore e l’impiego di una scala comparativa riescono a coinvolgere e trasportare dentro l’immagine. Sembrano immagini passive a causa dell’uso che fanno dello spazio, ma in realtà consentono ai nostri occhi di godere di un nuovo respiro, veicolando messaggi precisi e controllati in un mondo sommerso dal rumore visivo.

I trend che presentiamo in Creative in Focus esplorano tendenze che oscillano tra i nostri desideri di minimalismo e massimalismo, la voglia di surreale e di imprevedibilità. Si va dal desiderio del bene comune all’anticonformismo e al disordine fino alle tecnologie in gradi di estendere i nostri sensi. Le persone sono alla ricerca per fare scelte di prodotto significative, dimostrando come audacia e irriverenza stiano diventando mainstream, mentre si domandano se l’autenticità stia morendo o, semplicemente, evolvendo.

 

Jacqueline Bourke. VR e 360°, i nuovi linguaggi che stanno trasformando il modo in cui approcciamo il visual storytelling ultima modifica: 2016-10-20T13:43:11+02:00 da Redazione

Related posts